Il libro è stato
pubblicato a fine maggio 2005.
È un periodo molto intenso di attività di vario genere, insomma: sono incasinata e sommersa dal lavoro. Mi dispiace quindi di non aver più aggiornato i miei blog. Ma vi assicuro che spesso entro a farmi il mio bel giretto. Presto spero di poter aggiornare con qualcosa di più sostanzioso. Nel frattempo auguro già a tutti voi una
BUONA PASQUA
(l'immagine l'ho presa da internet)
Urgente
Sta per andare in onda in questo momento un'intervista che mi hanno fatto: si può ascoltare anche da internet.
Andate su
www.retetre.rtsi.ch
e cliccate sulla RETE UNO - Ascolta la Radio a destra!!!
Ho aggiornato il blog Photo Ma.Ma. con un servizio giornalistico su SOS Villaggi per Bambini, pubblicato su Ticino 7. In realtà è già trascorso un po' di tempo, ma le vacanze mi hanno vista impegnata un po' troppo, tanto da trascurare anche i miei blog.
Cliccate sull'immagine per leggere il post.
Ricordo che ho deciso di raggruppare tutto (o quasi) il contenuto dei miei diversi blog in un unico grande contenitore che ho chiamato "I libri di Manuela Mazzi". Poco a poco inserirò anche i vecchi post. Alcuni si trovano già on-line. Vi aspetto!
Passate a trovarmi anche qui.
Un grazie particolare a Elio Del Biaggio per avermi dedicato
una pagina del suo seguito e interessante sito: fateci un giro!

Ho aggiornato il blog Photo Ma.Ma. con un servizio giornalistico sul Fenomeno Pro Ana e Pro Mia, pubblicato su Azione. Generalmene ripubblico solo i reportage, ma in questo caso, dato l'argomento attinente alla blogosfera ho deciso di pubblicare anche questo articolo. Cliccate sull'immagine per leggere il post.
Ricordo che ho deciso di raggruppare tutto (o quasi) il contenuto dei miei diversi blog in un unico grande contenitore che ho chiamato "I libri di Manuela Mazzi". Poco a poco inserirò anche i vecchi post. Alcuni si trovano già on-line. Vi aspetto!
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Un grazie grande così a DonnaB, collega che gestisce il blog Generazioni al Femminile che ha pubblicato una mia intervista...

Mi permetto di riportare l'intervista siccome è già uscita
più di 10 giorni or sono
Intervistiamo...
Vi presentiamo qui di seguito l'intervista a Manuela Mazzi, una scrittrice importante e di talento che ha pubblicato più volte con la casa editrice Progetto Cultura. Parleremo del suo essere donna e del suo essere scrittrice, dei suoi successi, delle sue idee e del suo rapporto con la casa editrice...
Insomma... aspettiamo le vostre opinioni, amiche di blog! E intanto, buona lettura…
Definisciti in quanto scrittrice.
Forse è più facile dire che cosa non sono, piuttosto che attribuirmi una definizione: non sono una giallista, non sono un’intellettuale, non sono rinchiusa in un genere unico, e quando scrivo non lo faccio per puro esercizio stilistico, ma per comunicare attraverso una forma che non sia il giornalismo, e che mi dia più spazio per raccontare ciò che voglio. Ecco sono una scrittrice affetta da deformazione professionale, una giornalista a cui piace narrare.
Che rapporto c'è tra te e la casa editrice Edizioni Progetto Cultura 2003?
La Edizioni Progetto Cultura 2003 è stata la casa editrice che mi ha aiutata a esordire pubblicandomi il lungo racconto "L’angelo apprendista". Quindi nutro stima e riconoscenza. Tant’è che anche il mio secondo libro, "Un caffè a Kathmandu" è uscito con loro nella collana "Un libro in aiuto"; una forma di pubblicazione e collaborazione con le onlus che ritengo molto bella e utile da un punto di vista sociale: un’idea azzeccata.
Ti senti più una donna che scrive o una scrittrice al femminile?
Una donna che scrive al femminile. E me ne sono resa conto proprio con l’ultimo lavoro. Nel reportage narrativo "Un gigolo in doppiopetto", infatti, scrivo con la forma dell’Io narrante, che nella fattispecie è però un uomo: ovvero il gigolo protagonista che si racconta nel libro. Ebbene devi sapere che non è proprio sempre facile - attingendo comunque le emozioni dal proprio vissuto per meglio descriverle - parlare e scrivere al maschile, essendo io una scrittrice donna… Ma di positivo, c’è che per la prima volta non confondono il protagonista con la mia persona. Come invece è accaduto con i primi due, in cui la protagonista era appunto una donna…
Cosa si prova a vedere la propria ultima fatica, "Un gigolò in doppiopetto", tra i libri più venduti nella Svizzera Italiana?
È davvero una grande soddisfazione. Un’emozione inebriante. Ma non tanto per la statistica o le vendite… ma per il fatto che viene riconosciuto un qualche merito al libro, foss’anche solo l’interesse che suscita il tema trattato.
Ci racconti com'è stata la gravidanza del tuo primissimo libro, "L'angelo apprendista"? Com'è stato darlo alla luce, e poi alle stampe?
È nato tutto da un sogno, che ha poi determinato l’inizio, il prologo del racconto. E di sogni è composto anche tutto il seguito. Certo, c’ho messo un po’ a trovare il filo conduttore che poteva unire storie e ambienti molto diversi tra loro, ma alla fine sono stata soddisfatta dell’insieme. La ricerca dell’editore è invece stata molto, ma molto più difficile e lunga… ogni volta devo mettere in conto almeno un anno di attesa e risposte negative. Prima dell’offerta di Progetto Cultura, avevo già ricevuto alcune proposte di pubblicazione, ma erano tutte fuori completamente di testa (e oggi, con il senno di poi, posso affermarlo senza problemi).
Fortunatamente, infine, sono incappata nella casa editrice romana, che mi ha accolta con entusiasmo, e di ciò li ringrazio. Il resto è stato un lavoro in simbiosi: io e loro, senza tensioni, con tranquillità, nessuna costrizione, discutendo semmai qualche dettaglio, passo dopo passo, nei termini prestabiliti, alla fine è venuto alla luce… un bel parto.
Se dovessi esprimere un'opinione sulla casa editrice, cosa diresti? E, dalla tua esperienza, a chi consiglieresti di rivolgersi alle Edizioni Progetto Cultura 2003?
La Edizioni Progetto Cultura 2003 è una casa editrice seria e allo stesso tempo molto elastica nel rapporto con i propri autori, ma piccola, e ciò la penalizza sul mercato nazionale: insomma sono bravi e capaci, ma non hanno ancora una grande forza editoriale. E non per demeriti, ma perché questo è il mercato del libro di oggi… Ma è proprio questo che li rende "speciali": nonostante le difficoltà non approfittano degli sprovveduti esordienti, bensì li aiutano a inserirsi nel mondo editoriale.
Insomma Progetto cultura ha un profilo basso e tranquillo. Ma rispetto ad altri editori con cui ho avuto a che fare loro sono, finora, di certo i più corretti, attenti e disponibili.
Per questo li proporrei… anzi li propongo agli esordienti che prendono contatto con me via blog chiedendomi consigli.
Un libro, per te, è un mezzo per viaggiare o un viaggio esso stesso?
Devo davvero scegliere? Per me sono entrambi… In quanto autrice, lo scrivere un libro è una buona giustificazione per farmi un viaggio (ad esempio i prossimi saranno Messico e Brasile, per due libri che ho in testa). Mentre da lettrice, mi lascio sempre condurre verso il viaggio contenuto nel libro. Quindi… Che sia fisico o mentale… l’importante è viaggiare!
Che ne pensi dell'idea della nuova collana, "Generazioni al femminile"?
Credo che sia un’ottima trovata. Sempre più donne si dilettano nello scrivere, e a volte ci riescono pure bene ( ? ) . È uno spazio che sicuramente troverà un buon seguito. E quindi incrocio le dita per questa nuova avventura…
Ora, rispetto al 2005 quando hai scritto "Un caffè a Kathmandu", ti senti cresciuta in quanto scrittrice?
In parte sì, anche se ci sono ancora molte cose che vorrei migliorare (per fortuna), ma credo però di aver fatto dei grandi passi avanti: sia nella stesura sia nell’esperienza post-pubblicazione… Lo dico perché a volte ripensando all’ultimo lavoro non vorrei modificare quasi nulla, mentre se penso a "Un caffè a Kathmandu"… wow… cambierei tantissimo. Ecco il motivo per cui mi sento di dire che comunque qualcosa è cambiato dentro la "scrittrice" che c’è in me.
Ringrazio molto l'amico blogger che ha inserito tutti e tre i miei libri,
nel suo ricco contenitore
di "Libri e Film"

Ho aggiornato il blog Photo Ma.Ma. con un seguito del reportage sul Kosovo pubblicato questa volta su Ticino7. Cliccate sull'immagine per leggere il post.
Mentre ho deciso di raggruppare tutto (o quasi) il contenuto dei miei diversi blog in un unico grande contenitore che ho chiamato "I libri di Manuela Mazzi". Poco a poco inserirò anche i vecchi post. Alcuni si trovano già on-line. Vi aspetto!
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Ehi,
On-line ho trovato un sito che vende il mio primissimo libro scontato: si può risparmiare fino a 7 eruo!!!! Così invece di 10 ne paghereste solo 3, se inviate anche una recensione. Che cosa ne pensate?
L' ANGELO APPRENDISTA
Ciao carissimi,
Presto inizieranno le vacanze dell'edilizia, come vengono tradizionalmente definite le ferie di due settimane che partono dal primo di agosto al 15. Bene, se avete in programma giorni di relax, magari al mare, vi ricordo (con un pizzico di invidia, perché io rimarrò a casa) che mi farebbe piacere ritrovarmi con voi sotto l'ombrellone. Come?... beh, semplice... Ad esempio in formato libro 
Ammetto che l'idea me l'ha data un nuovo collega-amico blogger che ho incontato ieri...
In ogni caso eccovi i miei tre piccoli cuccioli:
L'angelo apprendista

(a partire dai 10-12 anni)
ISBN: 88-89243-31-7
dalla Svizzera:
dall'Italia:
Un caffè a Kathmandu

(a partire dai 10-12 anni)
ISBN: 88-89243-95-3
Per la Svizzera:
Per l'Italia:

Un gigolo in doppiopetto

(a partire dai 16-18 anni)
Per acquisti dall'Italia:

ISBN: 978-88-902810-0-6
Per acquisti dalla Svizzera:

Nel frattempo ho deciso di raggruppare tutto (o quasi) il contenuto dei miei diversi blog in un unico grande contenitore che ho chiamato "I libri di Manuela Mazzi". Poco a poco inserirò anche i vecchi post. Alcuni si trovano già on-line. Il che non significa che chiuderò quelli già esistenti. Anzi! Vi aspetto!
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Ce l’ho fatta. Dico: ce l’ho fatta a fare la mia prima presentazione in assoluto. Oddio, ora è passato un po’ di tempo, a causa di un mucchio di lavoro e qualche influenza… Ma il ricordo è ancora ben presente. L’incontro-presentazione ha avuto luogo a Lugano un mesetto fa, grazie all’ospitalità di Casa Andreina, dell’Associazione ciechi e ipovedenti della Svizzera italiana, ovvero la UNITAS.
La splendida e interessante serie di incontri con autori è stata organizzata dalla dinamica e simpatica Raffaella Agazzi, una gentil signora molto attiva nell’ambito culturale a favore dei ciechi. Una spalla che mi è stata vicina e mi ha sorretto durante tutta la presentazione di tutti e tre i miei libri.
Grazie a Raffaella e ai gentili ospiti di Casa Andreina che hanno prestata molta attenzione sono stata quindi tenuta a battesimo con la mia primissima uscita in pubblico.
Una delle cose più belle rimaste nel mio cuore è stato il momento conclusivo della lettura di due pezzi tratti dai libri: dopo un estratto da “L’angelo apprendista”, sono rimasti tutti taciturni, fin quando una simpaticissima signora ha osato a rompere il silenzio dicendo: “avrei tanto desiderato continuare a sentire il seguito…”; mentre dopo il primo capitolo de “Un gigolo in doppiopetto” è scaturito un applauso assolutamente spontaneo… ho ancora i brividi adesso. E di questo devo ringraziare sia Raffaella sia tutti i presenti alla presentazione che mi hanno abbracciato e fatto sentire come in famiglia. Grazie ancora.
Un’ultima cosetta, non irrilevante: “Un caffè a Kathmandu” è in lettura per diventare un audio-libro CD a disposizione di coloro che hanno problemi di vista e sarà messo in vendita presso la Biblioteca Braille e del libro parlato di via Contra 160 a 6598 Tenero (0041-(0)91.645.61.61). Mentre già esistono il CD de “L’angelo apprendista” e de “Un gigolo in doppiopetto”. Fatto che mi fa doppiamente felice sapere che i miei libri potranno essere “letti” anche dai ciechi. Un altro grazie.


Rieccomi, velocemente, ma ci sono. Ho una gran voglia di aggiornare i miei blog, perché da un po’ di tempo sono così di corsa che mi sembra sempre di stare a perdere il treno e intanto il lavoro si accumula.
Quindi… vediamo di fare il punto della situazione. Questo nuovo libro, lo devo proprio dire, mi sta dando delle grandi soddisfazioni. Non fosse altro che per i lettori che sono decisamente aumentati rispetto le prime due esperienze. In compenso pare sempre più difficile farmi pubblicare anche solo un comunicato stampa da alcuni miei colleghi. Ma avranno di certo i loro motivi, che preferisco non sondare. Ci sono stati diversi altri media però che, in compenso, mi hanno dato credibilità e voglio pertanto ringraziarli. Per ora sono stati TicinoOnLine, prima di tutti gli altri, poi il Corriere del Ticino che mi ha pubblicato giusto una brevina, quindi è stata la volta di Azione, il settimanale per cui lavoro, grazie a un altro caro amico è apparsa una recensione anche sul Corriere degli italiani, mentre L’Universo ha segnalato con un bel fototesto il reportage, infine, dopo un’intervista che mi ha fatto un simpaticone di Radio Antenna 2 di Bergamo, è stata pubblicata oggi una video intervista su TicinoTV, occasione che mi ha permesso anche di citare "Un caffè a Kathmandu". Tra i prossimi aggiornamenti quindi pubblicherò le varie recensioni e segnalazioni, ma prima devo ringraziare molto la mitica Giusi d’Urso che mi ha promossa ovunque. Ci sarà il momento giusto che pubblicherò anche i diversi link. Ma per ora è tutto. Domani cercherò di portarmi avanti.
Questa non può aspettare. È stata una sorpresa incredibile oggi quando facendomi un giretto in internet ho trovato una pagina della RTSI (Radio televisione della Svizzera di lingua italiana).
Si tratta della classifica dei libri più venduti in Ticino e nel Grigioni italiano aggiornata all’8 maggio… e… grazie al mio terzo libro "Un gigolo in doppiopetto" sono al 13esimo posto tra fior fiori di libri di blasonate case editrici… vedete un po’ voi: l’ho stampata subito per evitare che al prossimo aggiornamento se ne esca quatto quatto…

SONO FELICISSIMA...
1.Alicia Gimenez-Bartlett: Nido vuoto, Sellerio;
2.Federico Moccia: Scusa ma ti chiamo amore, Rizzoli; rientrato
3.Joseph Ratzinger Benedetto XVI: Gesù di Nazaret, Rizzoli;
4.Paulo Coelho: La strega di Portobello, Bompiani; new
5.Henning Mankell: Il cervello di Kennedy, Mondadori;
e Il maestro di danza, Marsilio;
6.Andrea Camilleri: Le pecore e il pastore, Sellerio;
7.Andrea Vitali : Il segreto di Ortelia, Garzanti;
8.Ildefonso Falcones: La cattedrale del mare, Longanesi;
9.Björn Larsson: Bisogno di libertà, Iperborea;
10.Irène Némirovskij: Jezabel, Adelphi;
11.Alessandro Perissinotto: L’ultima notte bianca, Rizzoli;
12.Gianni Biondillo: Il giovane sbirro, Guanda new;
13.Sophie Kensella: I love shopping per il baby, Mondadori;
e Manuela Mazzi: Un gigolo in doppiopetto, Photo Ma.Ma. editioni;
14.Amos Oz: Non dire notte, Feltrinelli;
e Tracy Chevalier: L’innocenza, Neri Pozza;
È fatta!!!!!
È uscito anche il mio terzo libro... Un gigolo in doppiopetto

venerdì, 30 marzo, sono andata alla tipogragia a ritirare i libri… che faticaccia… mi sembrano tantisssssimi: speriamo di riuscire a vendere qualche copia…

Per acquisti dalla Svizzera:

Ringrazio sia il comitato del Consorzio Trasporti Comino,
e in particolare Tiziano Cavalli, sia Centovalli.Info,
e in particolare Mario Manfrina
del Museo Regionale Centovalli
per aver inserito i link nei rispettivi siti del mio blog.

Ringrazio Nico per l'intervista che mi ha fatto qualche settimana fa e che ora mi permetto di riportare qui di seguito:

Più che un'intervista, questa sarà scambiarsi quattro chiacchiere con una scrittrice/giornalista che stimo, oltre per il suo lavoro, anche per l'aiuto che da alle persone più sfortunate, ma questo poi c'è lo dirà la stessa Manuela
1) Allora Manuela parlaci qui brevemente dei tuoi 3 lavori
Due anni or sono ho avuto modo di veder venire alla luce il mio primo libro: L’angelo apprendista. Più che di un romanzo si trattava di un lungo racconto un po’ fantasy e un po’ New Age, la cui ispirazione mi arrivò da alcuni sogni. Un centinaio di pagine che ha raccolto un buon consenso anche se non ero per nulla conosciuta (sebbene neppure ora sia ancora riuscita a farmi davvero notare).
Poi, l’anno scorso, è stato pubblicato il mio secondo romanzo sempre con lo stesso editore, Progetto Cultura 2003 di Roma. Il titolo è Un caffè a Kathmandu. Di tutt’altro genere rispetto al precedente, questo libro è stato abbinato a un progetto benefico. Sulle vendite, il 50 % del prezzo di copertina viene, infatti, devoluto a favore di una onlus (Apeiron) impegnata nella salvaguardia dei diritti dei bambini di strada nepalesi. E, detto tra noi, sono abbastanza contenta del riscontro che sta ottenendo, anche grazie a persone come te, Nico, che mi aiutano a divulgare l’informazione con un Tam-Tam on-line fantastico.
Oggi con gioia mi trovo invece ad affrontare la mia terza sfida editoriale, ma questa volta si tratterà di un reportage narrativo che autroprodurrò con la mia piccola neonata casa editrice: Photo Ma.Ma. Edition. Ebbene sì, a causa di un incidente di percorso mi sono ritrovata senza l’editore con cui avevo sottoscritto il contratto di pubblicazione, così che – per mantenere l’impegno già preso con lettori e librerie, mi sono ritrovata a prendere questa decisione. Ma sono certa che con l’aiuto di alcune persone che si stanno già occupando dell’editing e con una buona organizzazione dovrei riuscire a mantenere il termine di uscita previsto per marzo 2007. Si tratterà della confessione-denuncia di un giovane gigolo ticinese al servizio di donne attempate della società bene Lombarda.
2) Ho ascoltato l'intervista alla radio con Paolo della Sala, ho sentito che il tuo ultimo libro è basato su una storia vera, che hai scritto per destare le coscienze comuni della tua regione. Perché molto spesso la gente non pensa sia possibile che succedano queste cose nel loro quartiere. Parlacene un po’.
Sì, infatti, «Un Gigolo in doppiopetto» (questo è il titolo del reportage) è una storia realmente accaduta. E, come a volte capita, nella realtà ticinese, che è più somigliante a quella di un paesino, la gente è divisa in due, ma non in proporzioni simili: coloro che bazzicano certi ambienti sanno bene di che cosa sto parlando, ma sono pochi, mentre la maggior parte del resto della popolazione non solo non ha idea dell’esistenza di questa vita parallela che descrivo nel romanzo, ma nega persino la possibilità che “certe cose possano capitare dalle nostre parti”. Perché la storia di Max, il protagonista del libro, in realtà non è il racconto di un’avventura personale, bensì coinvolge un sistema intero di gente perbene e più che benestante… dove il commercio del sesso raggiunge livelli impensabili. E queste cose, anche in Ticino, capitano eccome…
3) Vorrei che tu ci parlassi anche del tuo progetto "Un caffè a Kathmandu"
Ebbene, ammetto che sono molto orgogliosa di questa iniziativa intrapresa grazie anche alla casa editrice, che ha fatto di simili progetti uno dei loro cavalli di battaglia creando la collana “Un libro in aiuto”. Sta andando a gonfie vele, se non tanto per il numero di copie vendute, di certo per la sensibilizzazione che viene appresa dai lettori. Solo ultimamente ho saputo con grande gioia che un lettore dopo aver letto il Un caffè a Kathmandu ha fatto una donazione molto importante ad Apeiron. Ed è proprio questo ciò che contava per me… Spero che possa continuare a dare buoni frutti. Io ce la metterò tutta per proseguire nella promozione del libro e quindi del progetto legato ad esso.
4) Una curiosità personale, come hai iniziato a scrivere? Scrivi in un momento preciso della giornata?
Credo che amo scrivere da così tanto tempo che mi sono persino dimenticata il momento in cui mi dissi che amavo farlo. Figuriamoci se mi ricordo il come… Ma se con il termine scrivere intendi più nel dettaglio riferendoti ai libri, allora la risposta è facile: ho iniziato a scrivere perché avevo qualcosa da dire... Il “come” è stato facile. Ho preso carta e penna e poi ho dato sfogo ai miei pensieri. Il problema, rispondendo alla tua seconda domanda, è che quando inizio non smetterei mai, né mentre mangio, né mentre dormo, scriverei in qualsiasi momento, in qualsiasi posto, persino su pezzi di carta igienica… Ecco perché ora mi sono imposta di finire di pubblicare il terzo libro, prima di iniziarne uno nuovo.
5) Sappiamo che con la scrittura non si diventa ricchi se non con delle speciali raccomandazioni, riesci ad andare avanti con i tuoi libri? Hai altre attività?
Assolutamente no, con i libri non solo non ci mangio, ma farei decisamente la fame, pure di più. In effetti, prima di essere autrice, sono giornalista e – da qualche tempo – anche un po’ fotografa, nella misura in cui provvedo io agli scatti da abbinare a certi miei reportage. Se arrivo alla fine del mese, come si suol dire, è solo grazie al lavoro fisso da redattrice che ho: infatti, per il 60% sono dipendente di un settimanale locale, altrimenti… invece di scrivere libri mi converrebbe di più fare la cameriera; lavoro poco pagato, ma sempre più di quanto ci potrei guadagnare con la vendita dei miei libri…
6) Quali libri, o meglio, quali scrittori ti hanno maggiormente influenzato?
Ti dirò la verità: mi piace leggere un po’ di tutto, ma sono abbastanza certa di non aver subito l’influenza di nessuno. Almeno non ancora. E forse proprio per il fatto che mi piace variare: non leggo solo stili che preferisco, quindi alla più disperata potrei dire di essere un mix di tutto e di tutti… e di solito questo significa essere un mix di niente e di nessuno.
7) Come già ti ho detto tu sei una piccola realtà, sei una piccola forza che dà coraggio a coloro che iniziano a scrivere. So che è la solita domanda che fanno tutti, ma hai qualche consiglio da dare?
Ma sarei davvero in grado di dare un consiglio? Diciamo che potrei, più che altro, sperare che gli esordienti non caschino nelle tante reti ingannevoli di certi editori sciacalli, che si sappiano fare rispettare, perché se un autore ha bisogno di un editore, è pure vero che un editore non esisterebbe senza autori. Caparbietà, perseveranza, umiltà, molta umiltà, che non significa assolutamente sottomissione e aver qualcosa da dire… Sì, avere qualcosa da dire: tutto il resto è mero esercizio di scrittura. Questo è quel che penso, ma probabilmente significa qualcosa solo per me. Incrocio le dita per tutti coloro che desiderano davvero diventare scrittori.
Un grazie a Manuela, sperando sia piaciuta anche a voi quest'intervista.
Attenzione: per chi non avesse ancora
letto i miei libri ma lo volesse fare,
segnalo che IBS promuove il -20%.
Fino al 14 marzo!
Perdonatemi la spudorata pubblicità,
ma lo dico così magari potete risparmiare qualcosina ;-)

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Un caffè a Kathmandu 
Mazzi Manuela, Progetto Cultura
€ 9,60 (Prezzo di copertina € 12,00 Sconto 20%)
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L'angelo apprendista 
Mazzi Manuela, Progetto Cultura
€ 8,00 (Prezzo di copertina € 10,00 Sconto 20%)
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"VISITATO 20'000 VOLTE": GRAZIE A TUTTI!

Ringrazio Andrea per avermi dato la possibilità di postare sul suo fantastico blog, che prevede la pubblicazione della pagina 23 dei libri in lettura...
Così ho inserito la pagina de L'angelo apprendista
A tutti i carissimi blogger,
Desidero informare gli amici di questa blogosfera che ho aperto un nuovo blog sempre su splinder, in quanto ho avviato un nuovo progetto.
Tuttavia il presente “diario virtuale” rimarrà attivo. Sarà pure mia premura continuare a rispondere a chi volesse lasciarmi un commento e – se sarà il caso – “L’angelo apprendista” verrà aggiornato, ma di certo più sporadicamente.
Da oggi, invece, sarà totalmente operativo il seguente blog:
www.uncaffeakathmandu.splinder.com

Venite a trovarmi!
Grazie Chiara. Ma.Ma.
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“Non so se ho voglia di morire…”
“ E di vivere in eterno?”
“ E’ una proposta?”
“Non la trovi allettante?”
( Manuela Mazzi, L’Angelo Apprendista)
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Un'opinione di Groudy.Blue su
L'angelo apprendista (Manuela Mazzi)
(1 settembre 2006)
Tra Ticino e Italia spunta un vispo romanzo dal successo inaspettato di due ristampe in poche settimane intitolato L’Angelo Apprendista, l’esordio letterario targato 2005 della scrittrice svizzera Manuela Mazzi .
Di sicuro, si tratta di un crocevia tra un approccio friendly e del tutto cristallino ad una leggera visione new age sullo sfondo visionario di uno stile fantasy dei tempi contemporanei.